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Sexy food
I cibi afrodisiaci esistono davvero o è solo folklore? Il cibo è sicuramente legato al sesso da una caratteristica comune: entrambi sono indispensabili per la sopravvivenza della specie...

Il cibo è protagonista della storia dell’umanità ma non ha solo lo scopo di soddisfare il bisogno primario al nutrimento, ha anche quello di creare un linguaggio simbolico complesso ed articolato.

Considerare la forma di un alimento ci permette di guardare al di là del suo valore nutritivo e di analizzarne i valori simbolici. Il cibo serve a mantenere l’identità etico-religiosa dei popoli, è moda, è rito, è integrazione o al contrario può esprimere la rivendicazione della propria diversità, una identità controcorrente, un rifiuto.
Con il cibo diciamo chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare!
Condividere il cibo, mettere in “comunione” è aprirsi all’altro, è accogliere.
Al contrario, pensiamo ai disturbi alimentari quali bulimia ed anoressia, non condividere ma consumare in solitudine è rifiuto di se e degli altri, nascondersi al mondo, sentirsi inadeguati.

In tutto questo mondo di cibi, di tabù, di tradizioni, di usi e consuetudini il cibo afrodisiaco occupa uno spazio tutto suo.

Ma è solo folklore o esiste davvero?
Il cibo è sicuramente legato al sesso da una caratteristica comune: entrambi sono indispensabili per la sopravvivenza della specie. A ben pensarci spesso si lega il voto di castità con digiuni e diete particolarmente povere e severe, come a dire due rinunce che insieme ci portano più lontani dai piaceri terreni ma più vicini a quelli spirituali, e questo è valido per religioni molto diverse fra loro.


Ma il cibo sexy è accomunato da un denominatore comune o è solo legato alla cultura locale?
Indubbiamente testicoli di toro in Spagna e America, utero di scrofa in Giappone e organi riproduttivi di pollame a Taiwan qualcosa in comune hanno.

Già Apicio nel I sec. d.C. vantava i benefici degli organi riproduttivi degli animali macellati, quindi niente di nuovo sotto al sole, il simbolismo qui è più che evidente: consumare ciò che rende potente un animale renderà potenti anche noi, o almeno questa è la speranza.
In realtà gli scarti della macellazione sono sempre stati consumati dalle fasce più povere dei popoli di tutto il mondo con variazioni dovuti solo alla cultura locale, e il cibo che oggi è diventato una prelibatezza da gourmet ieri era consumato dai poveri di tutto il mondo.

La forma è una delle caratteristiche, come abbiamo detto, che facilita nel considerare un cibo più o meno afrodisiaco, così per la loro forma fallica ci troviamo nei cibi hot gli asparagi, certi molluschi, i peni di molti erbivori, le sacche spermatiche (il lattume) dei pesci e ancora le ostriche che ricordano il sesso femminile.

Ecco a proposito di ostriche vi è anche la ricchezza di zinco a farle stare ai primi posti sul podio del sexy food…. ma anche i semi di zucca sono ricchi di zinco ma non sono altrettanto gettonati… mah!

La seconda caratteristica del cibo sexy è quella della reperibilità sul posto, in America Latina pare funzioni come viagra naturale l’armadillo ma è evidente che in Europa si devono trovare delle alternative ed ecco che da un’intervista alle donne occidentali si scopre una cosa molto interessante.

La maggior parte delle donne intervistate mettono al primo posto alimenti consolatori come per esempio il CIOCCOLATO (e con ragione visto che attiva le endorfine e tra le altre cose fluidifica il sangue… e si sa che quando il sangue scorre bene… arriva dappertutto!) ma subito dopo sottolineano che basterebbe anche trovare pronto in tavola al loro ritorno!
Per una donna che lavora non c’è niente di più afrodisiaco di trovare, arrivate a casa, la tavola pronta, un buon bicchiere di vino e il cibo sul fuoco, va bene anche polenta e brasato basta che sia preparato da lui… e se poi si finisce con un dolce al cioccolato ancora meglio! …quindi cari uomini... prendete nota. Se poi riuscite a non lasciare la cucina come un campo di battaglia da riordinare direttamente con la ruspa allora è il massimo.

Tra i fluidificanti del sangue troviamo il PEPERONCINO che attraversa culture diversissime, dal Mediterraneo all’India, al Messico ed è comunemente considerato un ottimo stimolante, aiuta la digestione, scalda e spinge il sangue dove è utile che arrivi, quindi lo ritroviamo praticamente quasi dappertutto fra i cibi sexy.

I cibi carichi di spezie sono spesso considerati afrodisiaci in realtà è vero solo nelle culture dove le spezie vengono aggiunte per equilibrare l’organismo, per apportare beneficio a tutti gli organi, come nella cucina indiana perchè se il corpo si mantiene sano anche l’appetito sessuale ne risentirà positivamente, meno vero è invece dove si aggiungono spezie solo per conservare e combattere la proliferazione batterica nei cibi senza una particolare attenzione all’effetto curativo e medicinale.

Vi sono poi cibi che la cultura moderna ha ghettizzato è il caso per esempio di aglio e cipolla… chi si sentirebbe eccitato dall’alito appesantito da questi cibi emanato dal partner ?

Eppure gli antichi Greci elencavano tra gli esaltatori del potere sessuale anche questi alimenti oltre a uova, tartufi, miele e crostacei.

Altri alimenti invece sono ormai entrati nella dieta quotidiana tanto da aver perso l’elemento simbolico, un esempio è la rucola decantata da Ovidio… forse perché cresceva spontanea intorno alle statue falliche in onore del dio Priapo.

Con l’avvento del Cristianesimo queste credenze vennero messe al bando ma il simbolismo del cibo non perse però la sua importanza, anzi. Basti pensare alla Santa Messa, al pranzo di Pasqua preceduto dal digiuno e così via. Si è solo messo un po’ da parte l’aspetto erotico del cibo che però è tornato in auge nel Rinascimento.

Con la scoperta nel nuovo mondo sono arrivati in Europa fra l’altro i “pomi dell’amore” cioè i pomodori e anche la patata che ha avuto un posto tra i cibi che avrebbero dovuto stimolare le prestazioni amatorie. Il cioccolato, una volta riservato a nobili e guerrieri nella cultura azteca, riscosse anche se non immediatamente una certa popolarità per le proprietà energizzanti e corroboranti.

Merita però due parole anche i cibo evocativo, cioè quello che ci evoca per odore, consistenza, preparazione e assunzione una esperienza viscerale legata in questo caso al sesso.


Per esempio mangiare con le mani dei crostacei...
C’è la primitività (almeno per la nostra cultura che presuppone le posate) del gesto di portare alla bocca con le mani un cibo gustoso e che stimola le papille, la suzione con le labbra dei tessuti molli all’interno del carapace e della testa oltre che naturalmente la tipologia di alimento in se e il come viene preparato, idem per le citate ostriche che hanno una consistenza morbida e sensuale e si portano alla bocca direttamente dalla conchiglia già di suo altamente simbolica, in pratica vengono stimolati tutti i sensi addirittura anche l’udito attraverso il risucchio delle labbra… insomma come si dice l’appetito vien mangiando e non mi riferisco solo ad una seconda portata al ristorante.

L’ultimo accenno dobbiamo farlo all’atmosfera, spesso l’immaginazione è il miglior afrodisiaco e fantasia e atmosfera contano di più di quello che c’è nel piatto come preludio ad una notte di fuoco.

Un cibo considerato afrodisiaco in un paese può non esserlo in un altro ma su quello che è antiafrodisiaco pare siano tutti d’accordo, il tabacco che riducendo il tono dei vasi sanguigni riduce il vigore, le droghe in genere che deprimendo i centri nervosi portano all’impotenza e per finire l’eccesso di alcool come a dire un bicchiere toglie l’inibizione, una bottiglia ti rimbambisce.

Insomma come in tutto c’è un po’ di vero e un po’ di falso, un po’ è folklore, un po’ è biochimica.

La cosa che mette tutti d’accordo è che bisogna stare con la persona giusta, in una situazione rilassante e positiva, una location che si presta e davanti a una cenetta come si deve…poi che siano medaglioni di aragosta o palle di toro… ognuno ha i suoi gusti!
Buon appetito…



Fonte: Antonella Ghidini


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